Una coproduzione ARTEFATTI e LUNA AZZURRA TEATRO

LA NOTTE

liberamente ispirato all’opera di PRIMO LEVI: “Se questo è un uomo”

testo e regia GIULIANO TONIN

 

Il testo

Se questo è un uomo nasce, secondo le parole dell’autore, con il preciso compito di raccontare la tragedia dei campi di sterminio della Germania nazista e l’inumana vita nei lager.  È considerato una delle principali testimonianze sull’eccidio di milioni di persone nei campi di sterminio nazisti ed è stato scritto da Primo Levi immediatamente dopo essere tornato in Italia dalla tremenda esperienza di reclusione nel campo di concentramento nazista di Buna-Monowitz, all’interno del complesso di Auschwitz, nel 1945. In questo libro confluiscono elementi storici, letterari ed antropologici e si apre con la poesia di Levi stesso. La struttura narrativa non si sviluppa in modo cronologico, ma come una sequenza di vicende, suddivise per argomento (il viaggio, l'ambulatorio del campo, le selezioni, i vari momenti della giornata) ed è costruita per brevi capitoli, ognuno dei quali accoglie storie e considerazioni.

 

Lo spettacolo

La notte è uno spettacolo corale e i personaggi che agiscono e parlano sulla scena sono i tanti, tantissimi esseri umani spogliati progressivamente della libertà, della dignità e della vita da un sistema macabro ed incomprensibile eppure “intelligente e organizzato”. Sono suoni – rumori, sono voci, parole, sono silenzi minacciosi; sono pensieri, paure ed esperienze che testimoniano la terribile “ sorte” di oltre sei milioni di uomini, donne e bambini. Impossibile mettere in scena i loro corpi. Così capita di sentire qualche intervento un po’ più articolato e di vedere emergere dei veri e propri personaggi, ma è per breve tempo; poi le singole voci rientrano nel diffuso e incredulo vociare di questa moltitudine di vittime.

 

La memoria

Levi ci invita a non dimenticare: perché queste voci, questi suoni, queste parole non scompaiano per sempre, perché questa inverosimile esperienza di dolore e di umiliazione non si ripeta. Ricordare può allora essere un monito a guardare con occhi attenti la realtà di tutti i giorni, anche quella che ci sta intorno o passa “inosservata” dentro ai nostri media …