di Jean Anouilh

 

Mi sono chiesto perché la figura di Antigone ritornasse continuamente come un fantasma ad inquietarmi. Credo di averlo capito quando mi sono chiesto qual è l’arma dell’intellettuale, con che cosa possa battersi contro le leggi della città. Penso che l’arma sia un pugno di terra, un gesto inutile e simbolico, che va contro la maggioranza, contro il pragmatismo, contro la moda. Un gesto inutile, inefficace, simbolico, ma che qualcuno deve fare. Ecco il ruolo dell’intellettuale. Sapere che il gesto è inutile, eppure farlo”.

Eugenio Barba

Antigone è colei che ha il compito di dire NO, è la coscienza critica del mondo,
Antigone ti costringe a farti delle domande.
Antigone sbatte la testa contro un muro.

Antigone si rinchiude nel suo muro.
Antigone segue le sue convinzioni, Antigone non scende a patti con la realtà. 
Antigone muore. Antigone è impotenza. Antigone è lotta inutile, Antigone è pensiero. 
Antigone ci crede, il mondo non crede in Antigone.
Antigone ha le mani legate.

Antigone lotta per dei principi, forse non attuali, forse non importanti. Antigone è oggi.Antigone si interroga sul teatro. Antigone è il suicidio del teatro.

Antigone scava a mani nude nella terra, Antigone sa che non ce la farà mai.

Antigone lo fa perchè lo deve fare. Antigone lo fa perchè qualcuno lo deve fare. 
Antigone non cambierà lo stato delle cose. Il mondo andrà avanti nonostante Antigone. 
Antigone questo lo sa.Antigone dice NO all’inumano.

Antigone dice NO alla guerra. Antigone scatena una nuova guerra.
Antigone lotta contro l’insensatezza e finisce nel vortice dell’insensatezza.

Quello di Antigone è un urlo muto.

La bellezza del mito è proprio qui, no? nelle sue mille verità e sfumature. Nelle sua costante attualità.

Mi interessa questo aspetto della sua vicenda: l’inutilità del gesto eroico.

Siamo, almeno da queste parti, in una situazione di terrificante immobilità.

La mia percezione è che ci sia la mancanza di voglia di muoversi, di compiere un qualsiasi gesto

se non se ne trova convenienza.

Perchè accade questo? Per cosa si dovrebbe o potrebbe urlare NO?

Cosa ti spinge a urlare NO? e farlo è utile o inutile?



Il testo di Anouilh è collocato storicamente durante l'occupazione nazista della Francia e racconta un nuovo tragico, fortemente frammentato ma legato alla grande tragedia che interessava tutta l'Europa e anzi il mondo intero in quegli anni.

Le voci, i dialoghi tra i vari personaggi rimandano con alcune immagini poetiche davvero potenti alla tragedia contemporanea che ha nuovi protagonisti, sconosciuti, nuovi luoghi e nuove occasioni di esistere.

Si sbriciola il tragico ma non smette di circolare subdolamente. Moltiplicati e diffusi ovunque, nelle prigioni separate, nelle notizie taciute, nei silenzi gridati, nei desideri soffocati, nelle aspettative tradite...

i personaggi tragici sono ovunque, lo sappiamo tutti, lo vediamo tutti.

E Antigone ci rappresenta; proprio come la sua storia ci ricorda, proprio come per gli antichi Greci, la sua esistenza catartica ci dà sollievo, ci serve, sta dentro di noi anche quando non ci accorgiamo della sua presenza.

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